Ogni volta che dico a qualcuno qual è il mio lavoro, mi guardano con gli occhi sgranati e rispondono: “Ma davvero?” e il sottotesto sembra diventare “Quindi esistono davvero? Quelli che scrivono? E che riescono a viverci?” Beh, sì, il discorso è un po’ più complicato di così…esistono sì, ma per scrivere e poter guadagnare non è sufficiente produrre un capolavoro che scalerà le classifiche e ti farà diventare ricchissimo in pochi giorni! Cioè, sarebbe bellissimo se fosse possibile, ma il mondo dell’editoria è complesso, affascinante, e ha regole molto severe e inespugnabili. Io sono un po’ insofferente alle regole, di norma, quindi scelsi di intraprendere una strada alternativa: scrivere per gli altri, per progetti piccoli come possono esserlo un regalo speciale, un libro che parla di te donato in occasione di una data importante, o progetti più grandi, come biografie o libri che raccontino vite in grado di ispirare chi le leggerà. Così, per mia fortuna, grazie al mio lavoro ho la possibilità di conoscere molte persone e le loro straordinarie esistenze, fatte di salite, rincorse, gioie, dolori, obiettivi da raggiungere, ostacoli da superare. Ed è bellissimo per me salire a bordo di mondi completamente nuovi e inesplorati, ogni volta. Perché ogni volta si trasforma in un viaggio che mi lascia senza parole. Come quella volta in cui mi arrivò una telefonata da una casa editrice di Napoli che cercava una scrittrice per raccontare la storia di un ballerino del San Carlo, teatro monumento della danza nazionale ed internazionale, un ballerino la cui vita non era nata proprio tra i passi leggiadri che si appoggiano sulle assi di un palco, bensì tra i vicoli del Quartiere Stella, un agglomerato di stradine che si intrecciano in un labirinto del rione Sanità, e grazie alla danza aveva trovato la sua salvezza.

Scrivere questo libro per Federico Abussi- Il Mio pezzo di Cielo- mi ha insegnato molte cose: a entrare nella vita di un’altra persona lasciando da parte la mia per un po’, a leggere sulle rughe dei personaggi che affollano i quartieri pericolosi di una città bellissima e ferita, a sognare attraverso gli occhi di un bambino, ormai diventato uomo, che non ha mai smesso di credere che la sua vita non sarebbe rimasta tutta lì, tra i bassi di un quartiere che prometteva una sola strada. Federico mi ha insegnato che il destino non traccia mai strade che non prevedano una meta e che il pezzo di cielo di ognuno di noi è come tutto il cielo: Infinito!”

E tu? Hai una storia da raccontare in un libro che sogni di scrivere da sempre?

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