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IL MIO SOGNO, LA MIA STORIA

 “Spesso il vincitore è solo un sognatore che non si è mai arreso.”

Annuncio Donna ModernaDecidere di credere nei propri sogni e investire su se stessi è un’altalena di sentimenti: ti dà grande forza quando sei in alto, ma la discesa a volte è solitaria e necessita di una grande volontà per darsi la spinta necessaria a far ricominciare il movimento. Non si ottiene tutto velocemente e con facilità, ma se hai veramente un mondo dentro, allora la cosa più coerente da fare, secondo la mia modesta opinione, è cominciare ad abitarlo e trasportarlo, giorno dopo giorno, nella tua quotidianità.  Questo è ciò che è successo a me nel 2007, all’incirca, quando la mia vita si trovava su binari alquanto usurati e sembrava portarmi sempre verso una stazione vuota, che non mi permetteva di guardare oltre l’orizzonte. Avevo perso da poco mio padre e solo chi ha subito la perdita di una delle persone che amava di più al mondo, sa cosa significhi smarrire materialmente una parte di sè e doversi reinventare, perchè quello che eri prima non esiste più. Quando succede c’è solo una cosa che si può fare: scavare dentro te per comprendere davvero cos’è che ti faccia sentire vivo, quale sia veramente la ragione per la quale troverai la forza di andare avanti nonostante il dolore. Per me quel qualcosa era la scrittura.

inchiostroInventare mondi che non esistevano, creare personaggi e decidere quali strade avrebbe intrapreso la mia storia mi faceva provare una sensazione di completezza, comprensione e soddisfazione che nient’altro riusciva a darmi. Avevo sempre amato scrivere e l’avevo sempre fatto in svariate forme, ma credevo che non si sarebbe mai  trasformato in un  vero lavoro. Sarebbe rimasto un hobby, un divertimento da concedermi nel tempo libero, così come lo era stato quel primo libro scritto per Andrea, il mio nipotino, che all’epoca aveva due anni.  L’intento era quello di fermare il tempo della sua infanzia tra le pagine di un libro e raccontargli un mondo che, molto presto, avrebbe dimenticato: il suo. Da quel primo libro artigianale e da una storia personale che aveva bisogno di riscatto, comincia a maturare dentro me qualcosa che fino a quel momento non avevo mai conosciuto. Qualcuno la chiama ambizione, io la chiamo semplicemente trovare la propria strada. Sì, perchè è in quel momento che comincio a capire che il mio desiderio è quello  di creare un vero e proprio servizio che metta a disposizione la letteratura per dar vita ad un libro-ricordo, ma anche per divertire, appassionare, coinvolgere e far vivere a chiunque l’esperienza di essere protagonisti di un vero libro.

Da qui comincia il sogno, che cerco di portare avanti con tutte le mie forze, parallelamente al mio lavoro ufficiale da impiegata da 40 ore a settimana. Nell’ottobre del 2007 contatto uno studio per la creazione del sito e comincio a progettare concretamente il mio obiettivo.

 Il 2 ottobre del 2008, dopo aver spedito  da 6 mesi un’inserzione ad un settimanale femminile, nella quale raccontavo il mio progetto, succede qualcosa di inaspettato. Un pomeriggio, per caso, ritrovo la password dell’account creato per inviare l’annuncio al giornale e, quando non ci speravo più, trovo nella casella postale le mie prime 25 richieste! Scopro così che l’annuncio era stato pubblicato da Donna Moderna e come una matta corro a casa per sfogliare il giornale e leggerlo con il cuore in gola, i battiti accelerati, la testa in preda all’euforia. Noomray è nato ufficialmente in quel momento. Alle 8:00 precise del 9 aprile del 2009, dopo un altro anno di rodaggio, andava on-line il primo sito e riprendeva un’avventura che ancora oggi, sebbene spesso mi stupisca, mi riempie di orgoglio e soddisfazione. Il 21 aprile del 2009 R101 mi contatta per un’intervista radiofonica nel programma pomeridiano di Tamara Donà e, in seguito a tanta pubblicità, nel giro di due ore ricevo circa 20 ordini! Da quel momento Noomray non si è più fermato e nemmeno io. Il 2 ottobre del 2008 non sapevo dove mi avrebbe portato lo stato di euforia nel quale mi trovavo, l’orgoglio per essere riuscita in una parte dell’impresa, ma ora posso affermarlo: Noomray è diventato il mio lavoro, la ragione per la quale ho lottato e ciò che sento parte concreta del mio Destino. A volte ho creduto di svegliarmi e scoprire che il sogno sarebbe rimasto nella realtà onirica che non abitavo sul serio: ma ogni mattina mi accorgo, sempre di più, che non accade e forse non accadrà se continuo a crederci.  Perchè, probabilmente, l’unico modo per far avverare i sogni è scriverli, pagina dopo pagina e non abbattersi, anche quando la scrittura si addormenta un po’. Succede ai più grandi scrittori, in fondo. E poi io adoro questa celebre frase di Nelson Mandela: “Spesso il vincitore è solo un sognatore che non si è mai arreso.” E io ho sempre detestato arrendermi.